La nuova era dell’elettricità

Per l’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA) siamo entrati in una nuova era dell’elettricità. Nel suo rapporto The path to a new era for nuclear energy si evidenzia pure come, sebbene le energie rinnovabili siano in rapida espansione, si registra un importante ritorno dell’energia nucleare a livello globale, con Cina e Russia protagoniste nella tecnologia dei reattori. Stiamo parlando del primo consumatore di fonti energetiche e di uno dei maggiori esportatori di petrolio e gas.

Ma perché siamo entrati in una “nuova era dell’elettricità”?

È indubbiamente in corso nel mondo una forte crescita della domanda di elettricità per l’elettrificazione dei trasporti e dell’industria, combinata con una domanda crescente di climatizzazione degli edifici, pompe di calore per le abitazioni private, centraline per le auto elettriche e per i data center.

In quest’ultimo caso si registra il crescente fabbisogno energetico a servizio dell’intelligenza artificiare (AI), tanto che Big Tech quali Alphabet, Meta, Amazon e Microsoft stanno addirittura investendo miliardi su piccoli reattori modulari per produrre energia nucleare.

Oggi le rinnovabili contribuiscono al fabbisogno di energia per il 10,4% in Europa e 6,3% negli USA. Nello specifico, secondo i dati dell’Energy Institute Statistica review of Word Energy 2025, le rinnovabili contribuiscono al fabbisogno elettrico per il 33,9% in Europa e 17,9% negli USA, con quest’ultimi che stanno segnando il passo a causa della presidenza di Donald Trump.

È di questi giorni la notizia che alla Total è stato offerto dal governo un miliardo di dollari per non sviluppare due parchi eolici offshore sulla costa occidentale che avrebbero prodotto energia per 1,7 milioni di abitanti. TotalEnergies ha purtroppo accettato di rinunciare ai progetti e di investire la somma ricevuta in nuovi giacimenti di petrolio e gas naturale negli Stati Uniti.

Resta di fondo la questione principale: la domanda elettrica globale è destinata a crescere nel prossimo decennio – anche per le esigenze di elettrificazione dei paesi emergenti – sei volte più velocemente della domanda energetica complessiva!

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