Il “nuovo lusso” è tecnologico: perché gli investitori stranieri non badano a spese per gli impianti
Dalle ville storiche di Firenze alle penthouse di Milano, fino alle dimore sui Laghi, il mercato del real estate di pregio in Italia sta cambiando volto. C’è un dato che emerge con forza nei nostri uffici di progettazione: la divergenza di priorità tra l’acquirente italiano e l’investitore internazionale.
Mentre il gusto italiano rimane spesso legato all’impatto estetico – focalizzandosi su marmi, rifiniture sartoriali e arredamento di firma – chi acquista dall’estero (benché attratto dagli alti valori immobiliari del nostro Paese) “entra in cantiere” con una mentalità diversa: il lusso non è ciò che si vede, ma ciò che rende la casa una macchina perfetta.
Per un investitore straniero, la ristrutturazione è un atto di protezione del capitale. In quest’ottica, l’impianto di climatizzazione e la gestione energetica non sono costi tecnici da limare per far spazio al budget dell’arredo, ma parte del cuore dell’investimento.
Non è raro che il committente internazionale richieda standard di comfort e sostenibilità che vanno ben oltre le normative locali. Il motivo è semplice: una casa esteticamente sublime ma energeticamente inefficiente potrebbe rivelarsi un asset destinato a svalutarsi.
Ecco dove la progettazione impiantistica diventa protagonista, proponendo soluzioni che noi di Greenhaus consideriamo ormai imprescindibili per il mercato dell’alto di gamma, dalla geotermia alla VMC con recupero di calore, passando ovviamente per la building automation.
Come abbiamo già sottolineato analizzando il mercato delle case vista mare a Sanremo in un precedente articolo, la bellezza da sola non basta più. Il mercato internazionale è pragmatico: il comfort acustico, l’assenza di correnti d’aria e l’indipendenza dai combustibili fossili sono i veri parametri che determinano la facilità di una futura rivendita. Investire pesantemente nella climatizzazione e nell’involucro significa, oggi, costruire un immobile future-proof.
Cosa ne pensi? Scrivici a hello@green-haus.it


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